Innanzitutto partiamo da un presupposto: essere cittadini europei ci consente di muoverci liberamente e di cercare lavoro in ogni paese dell’unione, ma questo non significa che siamo esonerati dall’acquisire la residenza nel paese che ci ospita.

 

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Ogni cittadino dell’Unione puo’ liberamente soggiornare a Malta con scopi turistici per un periodo di 3 mesi, a cui possono seguire ulteriori 3 mesi per cercare un impiego. Passato questo periodo, si deve regolarizzare la propria posizione ed acquisire la residenza.

Esistono diverse tipologie di residenza, come ad esempio quella per motivi di lavoro, per autosufficienza economica o come “family member” di un altro cittadino dell’Unione che e’ già residente a Malta, a secondo del nostro status dovremo presentare la richiesta specifica.
Molti italiani, soprattutto i più giovani, sottostimano l’importanza della acquisizione della residenza. il motivo per cui la residenza va presa quanto prima non appena trovato un impiego e’ molto semplice: evitare di pagare il doppio (o quasi) di imposte, o ancora peggio di ricevere delle “mazzate” tramite cartelle esattoriali maltesi, vi spiego il motivo: a Malta vige un sistema di tassazione sulle persone fisiche che differenzia il lavorare a Malta svolto da residenti e quello svolto da non-residenti. Spessissimo capita pero’ di ritrovarsi, magari inconsapevolmente, in una situazione per cui il nostro datore di lavoro (che fa da sostituto di imposta, ovvero paga per conto nostro le imposte) NON sta versando le imposte corrette. Questo avviene perché vi vengono applicate le aliquote da residente invece che da NON-residente nel caso siate ancora sprovvisti di eResidence card. Il vostro datore di lavoro pero’ non e’ responsabile delle vostre imposte : lo siete voi.

 

Tax rates per residenti

Tax rates per residenti

Per evitare di ritrovarvi delle cartelle esattoriali che vi raggiungono (o peggio restano pendenti nei vostri confronti), il mio invito e’ quello di procedere immediatamente con la richiesta di residenza immediatamente dopo aver contrattualizzato il vostro nuovo impiego.
Effettuate le pratiche relative alla residenza, non e’ finita’ pero’, come cittadini italiani che lavorano a Malta, la vostra cosiddetta “residenza fiscale” e’ ancora sul territorio italiano e siete pertanto tenuti a effettuare una doppia dichiarazione dei redditi, una a Malta, ed una in Italia (anche se vale il trattato contro la cosiddetta doppia-imposizione).
Immaginando che non abbiate moglie o marito, che non abbiate immobili in Italia e che la vostra unica fonte di reddito e’ il vostro lavorare a Malta, dimostrare la propria residenza fiscale in un altro paese dove si risiede e’ relativamente semplice: dovrete iscrivervi all’AIRE e passare più’ di 183 giorni a Malta. Nel caso abbiate famiglia (moglie/marito, figli, business ecc) in Italia, allora la semplice richiesta di iscrizione all’AIRE non e’ sufficiente per poter dimostrare che il reale domicilio fiscale sia Malta. Viene definito come : “luogo in cui ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi” il domicilio fiscale. Va ricordato che l’onere di dimostrare, in caso di contestazione da parte della Agenzia delle Entrate della vostra effettiva residenza fiscale, sta a voi, e non e’ così scontato come può’ sembrare. Avere magari una partecipazione nella azienda di famiglia, una casa in cui vive ancora vostra moglie, ed un semplice abbonamento in una palestra dove andate a far un po’ di ginnastica quando rientrate in Italia potrebbero essere sufficienti perché’ vi venga richiesto di compensare la differenza di imposta (oltre che pagare la sanzione relativa) allo Stato Italiano. Ma andiamo per gradi, e ricordiamo una cosa: la iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiana Residenti all’Estero) e’ un diritto-dovere di ogni cittadino che permanga su territorio straniero per più’ di 12 mesi: e’ una cosa che va fatta, a prescindere dal fatto che attualmente non siano previste sanzioni per la mancata iscrizione.

Tax rates per NON residenti

Tax rates per NON residenti

La iscrizione AIRE e’ molto semplice e’ porta via solo mezz’ora alla nostra Ambasciata (sezione consolare) di Valletta, si riempie un modulo, si esibisce la eResidence card maltese e di li a poco (il vostro comune può’ effettuare delle verifiche) verrete cancellati dalle liste elettorali e dall’anagrafe del vs ultimo comune di residenza italiano. Un dettaglio relativo alla iscrizione AIRE, che per quanto Malta sia un luogo tranquillo e sicuro non dovrebbe essere sottovalutato, nel caso di calamita’ naturali, di pericoli per la popolazione, essere iscritti all’AIRE vi rende visibili a chi può e deve venirvi in soccorso. Le unita’ di crisi italiane funzionano molto bene in questo senso, ed anche sperando di non averne mai bisogno, meglio dormire tranquilli.
Le conseguenze della iscrizione AIRE sono riassumibili nella perdita della copertura del Servizio Sanitario nazionale Italiano (si perde il medico di base e tutto ciò’ che ne deriva) e nel caso di possesso di un immobile, della esenzione sulle imposte sulla prima casa (di fatto, si paga l’IMU come se fosse seconda casa).

Una piccola precisazione relativa alla Sanità’ italiana: in Italia, chiunque ha diritto gratuitamente delle prestazioni di primo e pronto soccorso, questo significa che se tornate in Italia e vi rompete una gamba scivolando dalle scale, l’ospedale italiano non vi farà una fattura. Ma se avete bisogno di una terapia particolare o se volete prenotare una visita specialistica, allora si, dovrete pagare.
Molti non sanno che a Malta esiste l’analogo della nostra tessera sanitaria europea che garantisce l’assistenza nei paesi della Unione per chiunque paghi la National Insurance e colgo l’occasione per invitarvi a farla.

Riassumendo brevissimamente l’iter che va seguito: si arriva a malta → si trova impiego → si richiede la residenza → ci si iscrive all’AIRE → si fa la tessera sanitaria europea maltese.

Nel caso abbiate dei dubbi, o vogliate verificare che le vostre imposte siano imputate correttamente, potete mandar una mail ad info@maltaconsulting.com