E’ un nostro diritto intraprendere una attività imprenditoriale a Malta, ci mancherebbe, ma non lo e’ infrangere le leggi che regolano la nostra fiscalità e quelle delle imprese.

Oggi parleremo e tenteremo di chiarire un termine che spesso balza alla cronaca nei telegiornali e nei comunicati stampa della Guardia di Finanza e della Agenzia delle Entrate italiana: la cosiddetta esterovestizione.
Partiamo dalla definizione stretta del termine: quando una azienda viene localizzata in modo fittizio a Malta, anche tramite eventuali schermature fiduciarie, con l’unico scopo di trarre vantaggi dal migliore regime fiscale rispetto a quello italiano, aumentandone così’ gli utili che vanno in tasca al beneficiario economico effettivo della società si sta commettendo il reato di esterovestizione.
Schermata 2015-12-06 alle 12.55.06Cosa si intende per localizzazione fittizia di un impresa?
In linea di massima dobbiamo identificare 3 aspetti fondamentali, ovvero in quale paese si svolge l’oggetto principale della attività e quale e’ la sede direttiva ed amministrativa della società insieme alla residenza dei membri del consiglio di amministrazione.
Soprattutto questi ultimi due punti sono fondamentali nel caso di controversia per poter dimostrare di non essere “esterovestiti”. Ricordiamo che l’onere della prova sulla reale residenza della società’ non spetta alla Agenzia delle Entrate, ma a chi viene accusato (abbastanza discutibile questo punto, ma così e’ ).
Ci contattano molte persone che attratte dal regime fiscale maltese vogliono sondare la possibilita’ di aprire una azienda maltese in buona fede,ma  senza rendersi conto che invece andrebbero a compiere questo tipo di reato.
Portiamo qualche esempio pratico: un imprenditore vuole aprire una società a Malta e la vuole gestire in qualità di Director. La sua idea imprenditoriale consiste nel vendere servizi di vigilanza ed antifurti alle piccole aziende in Calabria. Questo imprenditore avrà da una parte del personale che lavorerà in pianta stabile in Italia e sopratutto avrà’ a che fare con piccoli Clienti in Italia, con cui tipicamente stringera’ accordi di persona nel momento in cui si presenterà’ alle aziende durante le sue visite in territorio italiano.
Lui e’ il Director della società ed anche il titolare, non rende conto a nessuno se non a se stesso quando si parla di decisioni relative al business.
Per prendere le commesse, negozia nella sede del Cliente i prezzi e le condizioni di fornitura e probabilmente firma sempre nella sede del Cliente il contratto di fornitura dei servizi o fornisce in tempo reale una bozza dei preventivi.
Ecco, in questo caso siamo di fronte alla esterovestizione.
Anche se le fatture sono emesse da Malta e la contabilità e’ tenuta a Malta e sempre a Malta vengono pagate le tasse sugli utili societari. Perché? Perché de facto, la Direzione della società, ovvero l’insieme delle decisioni strategiche che portano al raggiungimento dell’obbiettivo sociale sono state prese durante le sue visite Cliente su territorio italiano.
Senza entrare nel merito di quello che dovrebbe essere l’inquadramento dei suoi dipendenti che fanno servizio presso i Clienti  e delle tasse a cui gli stessi e la azienda dovrebbe essere sottoposta.
Ora facciamo un altro esempio, un imprenditore ha realizzato che potrebbe lavorare molto di più’ attraverso un sito ecommerce piuttosto che mantenere una rete vendita telefonica in Italia, immaginiamo si occupi di vendere servizi marketing sia offline che online, come manifesti per le fiere, allestimenti, banchetti e che produca per i suoi Clienti newsletter, banner o grafiche per siti web. La sua attività principale per poter veicolare i suoi prodotti sara’ quella di mantenere un bel sito, di fare delle campagne pubblicitarie che hanno un audience (pubblico) di aziende italiano, ma che saranno ideate e lanciate da Malta. Lui ed i suoi collaboratori vivono a Malta (residenti) e definiscono dal loro ufficio maltese la migliore strategia commerciale,  utilizzano  anche strumenti come skype e i telefono VOIP per comunicare con i loro Clienti in Italia senza doversi nemmeno alzare dalle loro scrivanie.
I fornitori che gli prepareranno i manifesti, i banchetti e tutto quello che poi sara’ rivenduto, possono essere in Italia o in qualsiasi altro paese, ma ogni accordo che il nostro imprenditore fa, lo sta decidendo e siglando da Malta.
Fermo restando il rispetto delle regolamentazioni sulla applicazione dell’IVA a livello intracomunitario, il nostro imprenditore NON sta commettendo alcuna esterovestizione ed ha tutti i diritti di godere della minore imposizione fiscale maltese.
Abbiamo portato due esempi semplici, per rendere più concreta la definizione di esterovestizione, ma va ammesso che molte volte non e’ così semplice poter capire se si stia commettendo un reato o meno e per cui ogni situazione deve essere necessariamente valutata a se.
Concludiamo con un aspetto importante che e’ spesso sottovalutato, ma che di fatto si ricollega sempre al poter dimostrare che il controllo e la gestione della società siano effettivamente svolte da Malta: la residenza del Director e dei manager della società. In linea di principio secondo la fiscalità maltese un Director può non essere residente a Malta, ma il non esserlo si scontra pesantemente con la possibilità’ di dimostrare che le decisioni sono prese effettivamente a Malta. In un eventuale contenzioso, non sarebbe possibile dimostrare che un Director residente in Italia abbia deciso la strategia solo nel momento in cui ha fatto visita al suo ufficio maltese. Noi di Malta Consulting siamo per la massima trasparenza e per il rispetto delle leggi, consigliamo sempre e comunque al Director delle società di risiedere a Malta e svolgere il suo ruolo dall’isola, fermo restando ovviamente la libertà di movimento di un individuo sia per fini professionali che personali, ci mancherebbe.
Se avete dubbi in merito alla vostra idea imprenditoriale e volete poter essere sicuri sul reale rispetto delle normative fiscali, inoltrateci una mail a info@maltaconsulting.com per valutare insieme il vostro caso.